FAQ
Domande & risposte
Perché è importante costruire questa nuova opera?
TI Link consentirà all’Italia di diversificare l’origine delle proprie forniture in un momento storico nel quale è importante per il Paese disporre di una nuova via di approvvigionamento per circa 2 GW di energia rinnovabile certificata in modo stabile ed efficiente, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi FER su suolo nazionale e al fabbisogno domestico.
L’energia importata potrà inoltre raggiungere i principali poli industriali europei, rafforzando il ruolo dell’Italia come hub energetico nel Mediterraneo e, per questi motivi, il progetto è stato incluso nel Piano Mattei e nel Piano di Sviluppo di Terna. Dall’Unione Europea, è stato inserito tra i progetti del Global Gateway, del TYNDP 2026 di ENTSO-E, nella lista PMI – Projects of Mutual Interest, oltre ad aver ottenuto lo status di CB RES – Cross-Border Renewable Energy project. L’opera è stata supportata anche dai governi di Austria e Germania.
Dunque, TI Link non è solo una nuova infrastruttura energetica, ma un progetto internazionale volto a stimolare la cooperazione tra i paesi europei e nordafricani per affrontare le attuali sfide energetiche, tra le quali la diversificazione delle fonti e la decarbonizzazione. In questo contesto, TI Link risponderà a tali necessità, secondo un approccio win-win, orientato ai valori della sostenibilità, generando benefici per entrambi Paesi.
La Tunisia, infatti, grazie a circa 5 GW di energia rinnovabile prodotta in aree desertiche, ricche di sole e vento, ma difficilmente utilizzabili per altri scopi, potrà valorizzare tali potenzialità finora inespresse beneficiando di parte di questa energia per i consumi e i piani di sviluppo nazionali.
Perché la Tunisia?
La Tunisia rappresenta il contesto ideale per la generazione di energia verde orientata ai principi della sostenibilità nel rispetto della tutela dell’ambiente e delle comunità locali. La Tunisia, infatti dispone di ampie aree desertiche che, in quanto tali, non presentano tribù, centri urbani o insediamenti produttivi confliggenti. Il deserto, inoltre, consente una produzione rinnovabile più costante rispetto all’Europa per via dell’ampia disponibilità solare durante il giorno e di venti durante la notte.
In questo contesto sole e vento non sono risorse esauribili ma forme di energia verde naturalmente abbondanti, la cui valorizzazione permette di attivare potenzialità finora inespresse, generando valore condiviso per lo sviluppo sostenibile del Paese. La Tunisia, infatti, potrà beneficiare di parte di questa energia e delle infrastrutture ad esso collegate, contribuendo così al percorso di transizione energetica nazionale (35% di rinnovabili nel 2030 e il 50% nel 2035). L’Italia, dal canto suo, vedrà una maggiore quota di energia rinnovabile per il fabbisogno nazionale, superando i limiti della produzione FER dovuta alla variabilità metereologica e alla scarsità di suolo idoneo per via di vincoli geografici, ambientali e normativi. In aggiunta, parte di questa energia potrà essere esportata dall’Italia ad altri centri di consumo europei, contribuendo così anche al percorso di decarbonizzazione dell’EU.
Perché la Toscana?
La Toscana è stata individuata come punto di approdo in virtù della sua posizione geografica strategica e della presenza della stazione elettrica di Suvereto, indicata da Terna, il Trasmission System Operator italiano, come punto di connessione alla rete elettrica nazionale.
Una scelta motivata dalla capacità del nodo di Suvereto di ospitare l’ampia potenza dell’interconnessione (2GW), dalla vicinanza ai principali centri di consumo energetico del Nord Italia e dalla necessità di evitare il sovraccarico delle reti del Centro-Sud del Paese. Un approdo più a sud avrebbe ridotto l’estensione dell’opera, ma le linee elettriche centro-meridionali, già congestionate per la concentrazione di impianti FER nel Mezzogiorno, non avrebbero potuto supportare l’ampio carico proveniente dall’Africa senza interventi complessi e costosi, a carico del gestore elettrico nazionale e quindi dei cittadini. Per questi motivi, Zhero ha così assunto un investimento tecnicamente ed economicamente più sfidante per garantire una connessione diretta e più efficiente.
Come saranno coinvolti ed informati i territori interessati?
Nella definizione dei tracciati, Zhero ha adottato la cosiddetta “Progettazione Partecipata”, una metodologia di lavoro volontaria volta a coinvolgere attivamente le istituzioni e gli altri stakeholder locali e nazionali con l’obiettivo di analizzare e condividere le soluzioni più sostenibili e più rispettose delle esigenze dei territori.
In Italia, infatti, fin dalle prime fasi progettuali, sono stati coinvolti i principali portatori di interesse e i loro primi contributi sono stati integrati nel processo di progettazione. Tra questi figurano il Governo italiano, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ARERA, ISPRA, la Soprintendenza nazionale per il patrimonio subacqueo, Terna, nonché le associazioni WWF e Legambiente. Sono inoltre state coinvolte la Regione Toscana, il Genio Civile Valdarno Inferiore, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno, ARPAT nonché le amministrazioni comunali di Suvereto, Campiglia Marittima, Piombino, Follonica, San Vincenzo e Castagneto Carducci, che contribuiranno a coinvolgere in maniera più ampia i cittadini delle rispettive comunità.
In virtù del riconoscimento di TI Link come PMI – Progetto di Mutuo Interesse, in conformità con il Regolamento (UE) 869/2022, il tracciato italiano sarà inoltre sottoposto alla “Consultazione Pubblica”, uno strumento formale di partecipazione attiva di tutti i soggetti interessati ad approfondire le proposte progettuali dell’opera per giungere alla definizione del progetto condiviso da avviare in autorizzazione.
Attraverso incontri in presenza e online, per garantire la massima partecipazione, chiunque sia interessato avrà l’opportunità di approfondire i dettagli dell’opera e di confrontarsi direttamente con i tecnici di Zhero, di porre domande e di comunicare eventuali osservazioni. Tali attività si svolgeranno per un periodo di circa 24 settimane. Il calendario degli incontri sarà reso noto in anticipo a beneficio di tutti i portatori di interesse. In Tunisia, in quanto paese extraeuropeo, le interlocuzioni con i territori al momento sono in capo al Governo con cui Zhero mantiene un dialogo e un confronto aperti e continuativi.
Parallelamente, in Tunisia il progetto è stato presentato e supportato dal governo tunisino, oltre che da STEG (il gestore della rete elettrica nazionale) e UTICA (ente simile alle nostre Camere di Commercio) al fine di garantire uno sviluppo condiviso e coerente con le priorità energetiche e industriali del Paese.
Quanto dura la Consultazione Pubblica?
L’intero iter di Consultazione ha una durata massima di 24 mesi, come previsto dall’art.10 lett. a del Regolamento TEN-E. Il calendario degli incontri pubblici che interesseranno più da vicino le comunità locali verrà tuttavia reso noto subito dopo l’approvazione dell’Opuscolo informativo da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), il documento contenente il Piano di Consultazione necessario per l’avvio formale del processo partecipativo
I cittadini potranno esprimere le proprie osservazioni al progetto? Se sì, in che modo?
Certamente. Non solo è possibile, ma è auspicabile in occasione degli appuntamenti di Consultazione pubblica e durante il successivo periodo di raccolta delle osservazioni. L’obiettivo della Consultazione è proprio quello di consentire una partecipazione ampia e attiva da parte della comunità interessata al fine di identificare le soluzioni progettuali ottimali in riferimento al contesto territoriale. In occasione degli incontri pubblici, i tecnici di Zhero saranno presenti e disponibili a recepire qualsiasi indicazione o suggerimento. In aggiunta, nel successivo periodo di raccolta delle osservazioni, potranno essere inviate a Zhero ulteriori contributi riguardanti il progetto tramite una sezione dedicata sul sito www.ti-link.it oppure scrivendo alla mail info@ti-link.it.
Chi deve autorizzare il progetto?
La decisione finale sull’approvazione dell’opera è in capo al MASE – Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, autorità competente dell’intero procedimento di Consultazione Pubblica, secondo le norme nazionali vigenti in materia di energia.
Al termine degli appuntamenti di Consultazione, sarà redatto un report che verrà trasmesso al MASE che convocherà una Conferenza di Servizi preliminare con gli Enti locali interessati per approvare gli esiti della consultazione e avviare il procedimento autorizzativo. Una volta avviato detto procedimento, saranno raccolti i pareri degli enti competenti. Conclusa la Conferenza di Servizi, la Regione Toscana sarà chiamata a rilasciare l’intesa sul progetto che verrà acquisita dal MASE. Successivamente lo stesso Ministero si esprimerà in termini conclusivi attraverso il rilascio del Decreto di Autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’elettrodotto.
In che tempi sarà realizzata l’opera?
I tempi di realizzazione dell’opera dipenderanno dall’esito dell’iter autorizzativo presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Solo a seguito del rilascio dell’autorizzazione sarà possibile definire con maggiore precisione il cronoprogramma dei lavori. In via indicativa, la realizzazione dell’infrastruttura potrà richiedere circa tre anni: tempistica che potrà essere confermata nelle successive fasi di sviluppo del progetto.
Il progetto sarà sottoposto a Valutazione di impatto ambientale (VIA)?
No, non sarà sottoposto a VIA. Come tutti gli interventi previsti in cavo interrato o sottomarino, così come gli elettrodotti in corrente continua, secondo quanto previsto nel D. Lgs 152/2006 e s.m.i., l’opera non è assoggettabile né alla procedura di VIA né a verifica di assoggettabilità.
Sono di competenza statale da sottoporre a procedura di VIA i soli “Elettrodotti aerei per il trasporto di energia elettrica con tensione nominale superiore a 100 kV e con tracciato di lunghezza superiore a 10 Km” (punto 4-bis dell’allegato II), la cui dimensione viene ridotta del 50% in presenza di aree protette interferite. Sono invece di competenza statale da sottoporre a verifica di assoggettabilità gli “Elettrodotti aerei esterni per il trasporto di energia elettrica con tensione nominale superiore a 100 kV e con tracciato di lunghezza superiore a 3 Km” (punto 1 lettera d) dell’allegato II-bis), la cui dimensione viene ridotta del 50%, anche in questo caso, in presenza di aree protette interferite.
Ciononostante, il progetto prevederà una valutazione ambientale da parte del MASE per quanto concerne il tracciato sottomarino dei cavi e gli approdi, al fine di garantire la tutela degli habitat marini.