Il Progetto
Il tracciato in Tunisia
Per la produzione di energia verde, il parco rinnovabile sarà realizzato nella Tunisia centrale, in aree desertiche scarsamente popolate, individuate insieme al Governo tunisino e alle autorità locali. Queste zone, selezionate in via preliminare, non hanno rilevato vincoli significativi alla realizzazione degli impianti. Seguirà, tuttavia, un processo condiviso di analisi ambientali approfondite per garantire la piena conformità normativa, la tutela dell’ambiente e la sicurezza delle operazioni.
In queste aree, grazie alla disponibilità solare durante il giorno e di venti costanti nelle ore notturne, verrà sviluppato un sistema integrato di produzione da fonti rinnovabili composto da impianti fotovoltaici (2.0 GW) ed eolici (2.8 GW) con una capacità complessiva di 4,8 GW e una produzione stimata di 15,5 TWh l’anno di energia verde certificata.
Da questi parchi, l’energia sarà trasportata fino alla costa tunisina attraverso apposite linee elettriche di connessione, realizzate da Zhero in stretta collaborazione con STEG, prevedendo inoltre punti di distribuzione lungo il percorso per consentire l’immissione di energia verde direttamente nella rete locale. Da lì, proseguirà il suo percorso nel Mar Mediterraneo tramite cavi sottomarini in corrente continua: la tecnologia ad oggi più affidabile ed efficiente per trasferire grandi quantità di energia su lunghe distanze, riducendo al minimo le dispersioni.
La configurazione solare-eolico garantirà un profilo di generazione semi-costante definito come “semi-baseload” che, con l’integrazione di batterie di accumulo BESS, si avvicina al baseload. Una produzione difficilmente replicabile in Italia, o in Europa, a causa della variabilità meteorologica e della scarsità di terreni idonei alla produzione rinnovabile dovuta all’elevata urbanizzazione e alla presenza diffusa di vincoli ambientali e territoriali.
Il tracciato in Italia
Il tracciato italiano di TI Link interesserà la Regione Toscana e le aree limitrofe la stazione elettrica di Suvereto, indicata da Terna come punto di connessione alla rete di trasmissione nazionale (RTN).
Una scelta motivata dalla capacità del nodo di Suvereto di ospitare l’ampia potenza dell’interconnessione (2GW), dalla vicinanza ai principali centri di consumo energetico del Nord Italia e dalla necessità di evitare il sovraccarico delle reti del Centro-Sud del Paese, già congestionate per la concentrazione di impianti FER nel Mezzogiorno.
In Italia, i cavi sottomarini giungeranno in un punto di approdo idealmente posizionato nel Golfo di Follonica. Da qui, l’opera continuerà il suo percorso tramite cavi elettrici interrati lungo il sedime stradale della viabilità esistente, azzerando la necessità di tralicci e linee aeree, fino a raggiungere una stazione di conversione (SdC) di nuova realizzazione. Un’infrastruttura necessaria per convertire la corrente continua dell’energia importata in corrente alternata, secondo gli standard previsti per la RTN e per l’approvvigionamento dei territori. Dalla SdC, l’energia proseguirà il suo percorso, sempre tramite cavi interrati, fino a raggiungere il nodo elettrico esistente di Suvereto. A completamento dell’infrastruttura, sarà posizionato, a circa 5km dalla costa, un elettrodo marino per garantire sicurezza e affidabilità dell’interconnessione.
Le prime ipotesi localizzative di approdo dei cavi marini, di stazione di conversione e di elettrodo, oltre ad esser state oggetto di analisi preliminari che hanno escluso la presenza di vincoli paesaggistici, archeologici e idrogeologici rilevanti, sono state preliminarmente esaminate da enti e istituzioni nazionali, regionali e locali competenti, a seguito di un percorso di Progettazione partecipata. Tali localizzazioni saranno oggetto di Consultazione Pubblica, uno strumento volto a favorire il coinvolgimento formale e attivo di cittadini e portatori di interesse ai fini della definizione e condivisione del tracciato e dell’ubicazione delle infrastrutture da avviare alla successiva fase autorizzativa presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)
Il tracciato marino
Il tracciato marino di TI Link è stato definito sulla base di approfonditi studi geologici, ambientali e batimetrici e sarà ulteriormente affinato a seguito di successive survey marine, svolte sotto la supervisione della Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Subacqueo.
Per i circa 690 km di interconnessione nel Mar Mediterraneo, i cavi sottomarini saranno interrati tra i 10 e 1000 metri di profondità per garantire la protezione. In tratti più profondi, dove le interferenze con attività antropiche come pesca e ancoraggio sono trascurabili, verranno semplicemente adagiati sul fondale.
Per assicurare la minore incidenza possibile sull’ecosistema marino, saranno utilizzate tecniche come il jetting, per fondali sabbiosi, e il trenching meccanico o il rock dumping per fondali rocciosi o irregolari. In corrispondenza degli approdi, invece, il collegamento tra cavi marini e terrestri sarà eseguito tramite TOC – Trivellazione Orizzontale Controllata: una tecnica che evita scavi a cielo aperto sia in mare che sulla costa.
I cavi saranno inoltre realizzati con materiali isolanti avanzati, come carta impregnata o polietilene reticolato (XLPE), selezionati in funzione delle caratteristiche dei diversi tratti per rispondere ad esigenze di sicurezza, affidabilità e compatibilità ambientale. L’infrastruttura è stata progettata per una vita operativa di circa 40 anni.
Le tappe
Le tappe indicate sono stime preliminari che potranno subire variazioni in relazione all’avanzamento dell’iter autorizzativo.